4-7 Marzo: un viaggio diverso dal solito

Siamo rientrati da poco più di 24h dal nostro ultimo viaggio. Per me ed Emanuele è stato un po’ diverso dal solito, ma questo lo avevamo preventivato.

Già all’arrivo all’aeroporto di IASI venerdì notte (2.am) abbiamo notato l’insolita calca di persone che affollavano la sala di attesa: quasi esclusivamente composta da donne e bambini ucraini, evidentemente in attesa di un volo verso le capitali dell’Ovest.
Sabato pomeriggio ci siamo spostati verso la frontiera di Albița (Romania-Moldavia) per valutare la situazione ed eventualmente offrire assistenza ai profughi in arrivo.

Quello che abbiamo constatato è che la macchina rumena degli aiuti si è mossa in maniera davvero esemplare con diverse associazioni e chiese (ortodosse ed evangeliche) che si sono mobilitate per accogliere i profughi in transito dalla dogana rumeno-moldava.
Quello che abbiamo visto è stato davvero surreale. Auto con dentro quasi esclusivamente donne, bambini e qualche anziano, strapiene di tutti gli effetti personali più importanti, gli loro unici beni che avranno con sé per chissà quanto tempo.

Famiglie in attesa di ricollocamento

Parlando con alcuni di loro (in inglese) abbiamo appurato che molti cercano di raggiungere parenti, amici e conoscenti in paesi più ad ovest come Germania, Polonia, Ungheria, Italia…
Spesso sono esausti dalle ore di guida e di stress. Alcune famiglie, come detto in precedenza, sono state ospitate presso la nostra fattoria, e anche nelle chiese evangeliche limitrofe, che hanno messo a disposizione i loro locali per l’accoglienza.
Guardando queste famiglie in fuga, o queste donne con lo sguardo cupo, concentrato, a volte stressato, ma allo stesso tempo determinato a proteggere i loro cari, dei pensieri si sono fatti strada nella nostra mente: come faranno a ripartire da zero? Come faranno a spiegare ai loro figli cosa è successo? Come faranno a non pensare a tutto quello che hanno dovuto lasciare per scappare dalla morte? Ci mettiamo nei loro panni, il solo pensiero crea un tonfo al cuore e, complice il sorriso ignaro dei bambini, ci fa anche scendere qualche lacrima e scaturire dal cuore una preghiera implorante al Padre di proteggerli e aiutarli a ricominciare dovunque andranno.
Purtroppo, però, il peggio deve ancora arrivare. Sappiamo che ci sono profughi meno fortunati dei primi arrivati, che arrivano a piedi o con mezzi di fortuna (autobus e treni) e cercano di raggiungere la salvezza in qualche modo. Sappiamo che i prossimi giorni, le prossime settimane, saranno cruciali per incentivare l’accoglienza e prepararci a vivere situazioni ancora più difficili e provanti.

Molti profughi non hanno nessun contatto da raggiungere all’Ovest e, allo stesso tempo, sperano di poter rientrare in Ucraina quando (speriamo) la guerra sarà finita.
A questo proposito stiamo seriamente considerando di ampliare la capacità ricettiva della fattoria di Chedes Agape, aumentando il numero delle camere e dei posti letto con l’obiettivo di aiutare ancora più famiglie in transito, per periodi medio-lunghi. Alcuni TIR sono in transito in questo momento dall’Italia per portare in fattoria beni raccolti da centinaia di persone che hanno risposto con grande sensibilità al nostro appello.

Volevamo ringraziare quanti in questo momento si stanno interessando a questa emergenza, stanno donando generosamente per permetterci di continuare ad aiutare questa gente.
Il nostro obiettivo è non lasciare nessuna delle persone che arrivano nella nostra area senza un tetto sulla testa, un letto ed un pasto caldo; nemmeno per una notte.

Distribuzione pacchi alimentari a Padureni

Siamo coscienti che questa situazione durerà per molto e anche se la guerra dovesse cessare oggi, la crisi umanitaria continuerà per anni. Contemporaneamente non vogliamo dimenticare il lavoro che stiamo portando avanti nei villaggi rumeni.
Ma non disperiamo.
Sappiamo di avere un grande Dio e che può darci la forza e la fede di continuare a lavorare per continuare ad Amare il nostro prossimo.

Io so che il SIGNORE difenderà la causa dell’afflitto
e renderà giustizia ai poveri.
Salmo 140:12

Dio vi benedica.

 

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